Lapponia svedese: cena sul fiume, sauna e pesca al coregone

Kukkolaforsen

In Lapponia svedese per fare la pesca al coregone. Siamo sotto il Circolo Polare artico, a Kukkolaforsen, un luogo imperdibile di un viaggio on the road per scoprire questa magica terra di confine tra la Svezia e la Finlandia. Due Paesi divisi dal fiume Torne, che bagna un territorio noto come Heart of Lapland, tutto da vivere tra attività autentiche e piatti simbolo dell’antica tradizione tornedaliana, come il Dopp i kopp.

 

I viaggi di Bibi a Kukkolaforsen

Kukkolaforsen, la mia pratica di pesca al caviale di Kalix sul fiume Torne

 

  • Come fare la pesca al coregone

Cimentarsi nella pesca sul ponte di legno costruito ogni estate tra le rapide del fiume Torne durante la stagione dell’amore, quando salgono dal mare decine di migliaia di salmoni e alcune di coregoni, L’esperienza è l’occasione per apprendere la tecnica tradizionale, la stessa che viene impiegata dal popolo tornedaliano che abita questa terra, nel corso dei secoli passati. Ma come fare la pesca al coregone? Si usa un lungo retino, per andare a fondo ma senza toccare i fondali, muovendosi da destra verso sinistra. Non è di certo facile diventare padroni del metodo, ma il tempo impiegato ad allenarsi permette di sentirsi anche solo per un po’ parte di un microcosmo autentico dove la potenza della natura impera. A Kukkolaforsen i salmoni possono essere pescati solo durante 20 giorni a giugno, mentre i coregoni, tra la fine di luglio e di settembre, quando sono in transito.

 

La pesca al coregone

La mia prova di pesca al coregone a Kukkolaforsen

 

  • Tavolo per due sul fiume Torne nel mezzo di una storia affascinante

Il villaggio di pescatori è stato fondato nel 1520 e ad accompagnare i visitatori nelle varie attività ci sono, per la pesca, la guida esperta Mattias Spolander, e per il resto sua sorella Johannah, quinta generazione di proprietari di Kukkolaforsen. È lei ad allestire il tavolo in mezzo al fiume Torne dove si consuma la cena con le specialità locali realizzate secondo le antiche ricette della famiglia Spolander, conservate in un libro che Johannah mostra ai forestieri con orgoglio. Del resto, la sua famiglia si stabilì in questa zona dalla terra fertile e con un fiume generoso per la pesca, già nel 1850. L’essenza tornedaliana del luogo si respira in ogni dove: qui la cultura identitaria fonde usi, tradizioni e lingue parlate di due nazioni che un tempo erano lo stesso Paese (la Finlandia è stata territorio della Svezia fino al 1809; divenuta russa, si proclama indipendente nel 1917 e fonda la sua Repubblica nel 1919).

Simbolo ne è la bandiera che sventola ben visibile anche al di là del corso d’acqua. “I suoi colori sono il giallo del sole, il bianco della neve e il blu dell’acqua. Su di essa non ci sono croci, perché in questa parte di mondo non portiamo pesi. Siamo la terra dell’armonia e della contaminazione, per noi una ricchezza che dà forma alla nostra identità. Qui si parlava anche il finlandese prima che intorno al 1920 la Svezia iniziasse a imporre lo svedese come unica lingua”, racconta Johannah ai clienti, prima di accompagnarli nella casetta di legno dove si fa merenda scaldando il cibo locale sulla griglia. Un posto molto antico e ricco di fascino che si dice sia stato il primo “albergo” della Lapponia (in effetti intorno al fuoco è possibile coricarsi).

 

Kukkolaforsen

Kukkolaforsen, nel primo “albergo” della Lapponia

 

  • Il piatto della tradizione enogastronomica tornedaliana: il Dopp i kopp

La cena sul fiume Torne ruota attorno a un piatto simbolo della cucina tornedaliana: il Dopp i kopp. La portata viene presentata in un modo inconfondibile: a base di patate piccole, salmone, coregone affumicato e brodo di burro, è servita in una tazza, meglio se senza manico. Ad accompagnarla, poi, c’è un’altra prelibatezza locale: un calice di Sima, una bevanda fermentata simile alla birra, ma con limone e zucchero di canna.

Il piatto della tradizione tornedaliana

Kukkolaforsen, il Dopp i Kopp

 

  • Il dopocena rilassante in una delle 13 saune di un luogo molto speciale

A Kukkolaforsen vengono ospitate ben 13 saune, anche dette “bastu”. Una di esse è la replica di un modello del 1950 e può ospitare fino a  60 persone contemporaneamente. Siamo infatti nel luogo dove ha sede l’Accademia svedese della sauna. Proprio visitandola, si apprende che fu l’esploratore italiano Giuseppe Acerbi a usare per primo questa parola, dopo aver fatto un viaggio nella remota Lapponia. Una terra dove la sauna è da sempre parte della cultura nazionale. Racconta Johannah: “Qui ci si veniva a detergere, a far nascere i bambini, a lavare e a vestire i defunti. È il posto in cui si sono condotti i migliori affari. Perché quando si è nudi dentro una sauna, non esistono né poveri né re“.

 

Accademia della sauna

I Viaggi di Bibi nell’accademia della sauna a Kukkolaforsen

 

Kukkolaforsen, sauna

Accademia della sauna a Kukkolaforsen

Sabrina Quartieri
sabrina.quartieri@gmail.com

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