Roma, cucina gourmet tra whisky e birre in cask al Treefolk’s Public House

Treefolk's Public House

Si chiama Treefolk’s Public House la prima novità dell’ottobrata romana 2020 in quanto a nuove aperture. Il locale strizza l’occhio al mondo british degli iconici (e “ruggenti”) Anni Venti dello scorso secolo. Allora, il Regno Unito era in subbuglio per le lotte operaie e la questione irlandese, mentre il Partito Laburista – quello delle classi lavoratrici – vinceva le elezioni…In tale contesto, proliferavano oltremanica i cosiddetti Public House (abbreviato in pub), dove si tracannavano pinte di birra nel dopolavoro, immersi in salotti d’atmosfera, caldi e avvolgenti, che ancora oggi danno lezioni di stile e autenticità. Anche a Roma.

 

 

Nonostante i tempi scanditi dall’emergenza Covid-19 che fa tremare titolari del settore della ristorazione, mentre al di là della Manica ci si assesta sulle nuove regole della Brexit, in un angolo della Roma trasteverina c’è chi punta tutto proprio su quelle suggestioni dei primi Novecento inglesi, aprendo le porte di un microcosmo in pieno stile british dove si trova uno dei più grandi Whisky e Cask Bar con ristorante gourmet della Capitale.

 

È il Treefolk’s Public House di viale Trastevere, un locale che sembra tornato nel futuro proprio dall’Inghilterra degli Anni Venti, per gli arredi che vanno dai divani Chester alle poltrone in pelle, dai tappeti e dalle lampade coloniali alle antiche macchine da scrivere, fino a un elegante pianoforte per delle esibizioni live. La notizia della imminente apertura mi incuriosiva per la scelta di campo così netta, coraggiosa considerando il momento della pandemia e forse per un po’ di inconscia antipatia per quel popolo che ha deciso di uscire dall’Europa. Così, sono andata a provarlo, proprio alla vigilia del giorno in cui avrebbe aperto al pubblico (il 2 ottobre). Ecco cosa ho trovato.

 

LO SPAZIO

Varcando la soglia di ingresso, c’è  la parte più informale della Public House, il Cask Bar, con le 12 birre a pompa e otto spine a vista e le tipiche sedute al bancone. Proseguendo, si entra nella scenografica Sala Camino dedicata alla cena gourmet. Infine, la parte più moderna è la Scotch Room, un bancone imponente e una bottigliera in legno con le migliori etichette di whisky esposte, per una collezione di 60 di tipo vintage che sono fuori produzione e 500 in mescita.

 

Treefolk’s Public House

I whisky vintage e fuori produzione del Treefolk’s Public House

Il Treefolk’s Public House nasce dall’unione di quattro ex publican noti nel panorama romano: sono Andrea e Alessandro Buresti, proprietari dal 2003 dello storico pub inglese “Treefolk’s Whisky & Beer”, Simone Casadio, ex publican con il green mount e Claudio Moreschini che, uscito dalla scuola alberghiera, vanta tra le sue esperienze il ruolo di direttore nello storico “Lochness Pub”. A Roma sono gli unici ad avere sempre disponibili birre in Cask, prodotte principalmente in Inghilterra dove i processi di maturazione e rifermentazione delle “Real Ale” non avviene in birrificio ma in botti di 41 litri affidate ai publican, a cui spetta il delicato compito di custodire i cask nella cantina del pub e decidere quando sono pronti per essere aperti.

 

Le birre in Cask al Treefolk's

Le birre in Cask al Treefolk’s (Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com)

 

LA COLAZIONE (ANCHE ALCOLICA)

La proposta del Treefolk’s parte dal mattino con l’area caffetteria gestita da Massimo Carpineti, che punta a far conoscere il mondo dello Speciality Coffee, educando i romani alla cultura del caffè, anche spillato (che vanta le migliori attrezzature al mondo e la scelta di torrefazioni d’eccellenza di ex colonie inglesi, come la Nuova Zelanda). La colazione – dove sarà protagonista quella tipica inglese – punterà su ben 10 tipologie di maritozzi dolci e salati realizzati dalla Pastry Chef Barbara Meloni. Infine, Michele Ferruccio, bar manager del Treefolk’s, suggerisce durante la mattina una carta con 6 tipologie di Bloody Mary e di Low alcohol, cocktail a bassa gradazione alcolica con base Prosecco e fermentati. La sua idea è quella di portare in Italia lo stile British che dalle ore 11.00 del mattino predilige il consumo di cocktail.

 

LA CUCINA 

Lo chef di casa è Valerio Mattaccini: conclusa la sua esperienza al Magazzino Scipioni a Prati,  per il Treefolk’s Public House sceglie una cucina sana ed eticamente sostenibile, portando avanti il concetto sempre più importante del “zero waste”. La scelta dei prodotti viene curata selezionando ogni piccolo produttore, con l’alta qualità che rappresenta la politica imprescindibile della sua ricerca. La Tenuta Radichino dei Fratelli Pira, un’azienda del Viterbese, fornisce ad esempio i formaggi che troveremo soprattutto a colazione, per una suggestione golosa che ricorda la campagna.

 

L’APERITIVO

Ogni drink alcolico verrà accompagnato da uno sfizioso benvenuto dello chef composto da tre piccoli assaggi del menù e da un welcome drink a base di birra acida. Non mancheranno le Pie salate, un omaggio ai marinai inglesi che le utilizzavano per trasportare e conservare il cibo, come la carne e la verdura. Ma saranno torte riadattate all’italiana: troveremo Pie con pollo alla cacciatora, manzo alla picchiapò e baccalà mantecato con patata viterbese.

 

 

LA CENA GOURMET

La scelta è tra antipasti e main course a base di carne, pesce e cacciagione, sia alla carta che in degustazione dove il mondo della birra, del caffè e della mixology si intrecceranno alle portate per regalare un’esperienza unica. Optando per un gambero rosso con toma e zafferano, ad esempio…

 

Gamberi rossi con toma e zafferano al Treefolk's

Gamberi rossi con toma e zafferano al Treefolk’s (Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com)

O ancora, un uovo carbonato con caviale al tartufo e magari un tiramisù specialty (in lattina in edizione limitata, anche take away), ci si potrà deliziare il palato, mentre si sorseggia uno speciale Negroyster composto da Scotch whisky, un caffè selezionato da Massimo Carpineti e la Birra Stouth, tutto abbinato alle ostriche.

 

Il tiramisù in lattina del Treefolk's

Il tiramisù in lattina del Treefolk’s (Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com)

 

 

Dopo la cena gourmet, da mezzanotte alle due del mattino, il Treefolk’s propone invece piatti più “street”, dal sempreverde Fish & chips, passando dai lollipop di pollo fino ad arrivare a degli hamburger  di alto livello e alle Crocchette alla Vaccinara.

Hamburger al Treefolk's

Hamburger al Treefolk’s (Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com)

 

La carta dei cocktail, studiata da Michele Ferruccio, è un giro intorno al mondo, dal Peach Margarita al Panzanella Borghese, fino al Be.Retta.Way a base Irish Whisky. Un’altra grande new entry sarà il “Take away in lattina” con grafiche da collezione. Dal sito internet del Treefolk’s Public House sarà possibile acquistare birre e cocktail (come ad esempio uno Spritz alla spina con bitter home made).  In lattina troveremo anche Speciality caffè, caffè freddi (e il tiramisù).

 

I cocktail al Treefolk's

I cocktail al Treefolk’s (Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com)

 

Come direbbero proprio i britannici, “Last but not least” al Treefolk’s ci si potrà fermare anche per lavorare in smart working grazie al potenziamento della rete Wi-Fi e alla dotazione di prese USB. Questa notizia farà felice tutti i genitori vittime dei videobombing (in pratica, durante una videocall con il capo o con un cliente, entra inaspettatamente in stanza il loro bebè, magari vestito da supereroe). Nel pomeriggio, come da tradizione inglese, il tea time prende vita con 30 tipologie di tè presenti, come i classici neri, i semi fermentati, i bianchi e gli invecchiati, tutti presenti in carta.

 

Contatti:

Treefoolk’s Public House

Viale Trastevere 192

00153 Roma

Tel. +39 0687656024

 

Orari: aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 2.

 

Sabrina Quartieri
sabrina.quartieri@gmail.com

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