Dove mangiare la fonduta a Roma? Nel nuovo chalet de Le Carré Français
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Dove mangiare la fonduta a Roma? Nel nuovo chalet de Le Carré Français

Dove mangiare la fonduta a Roma

Dove mangiare la fonduta a Roma? Nel nuovo  chalet de Le Carré Français, come una baita di montagna dai sapori d’oltralpe, nel cuore di Prati. È la novità inaugurata da poco de Le Carré Français, uno spazio intimo e accogliente ospitato nel locale considerato l’ambasciata del gusto francese della Capitale, dove si assaggiano i piatti tipici d’alta quota transalpini, dai Pirenei alle Alpi fino alla regione vulcanica dell’Alvernia. Tra le specialità tutte da assaggiare non mancano la Fonduta savoiarda, la Tartiflette e la Raclette.  “Un’occasione per conoscerle, senza doversi spostare da Roma”, racconta il fondatore del locale Jildaz Mahé, affiancato al locale da sua figlia Morgane. Ma non finisce qui: tratto distintivo delle prelibatezze gastronomiche delle vette francesi è l’abbondanza. I piatti del menu vengono proposti in formato “big”, per essere condivisi, in due o in quattro persone.

 

La Raclette allo chalet di montagna

Chalet, Raclette grand cru Beillevaire servita con patate, salumi dei Pirenei, prosicutto cotto, prosciutto crudo, cetriolini

 

TUTTO SUL MENU DELLO CHALET DI MONTAGNA

Che sia Alvernia o Savoia, la cucina dello chalet dove mangiare la fonduta a Roma si ispira si sapori di montagna, con piatti generosi e popolari: si va dalla Fonduta savoiarda alla Raclette savoiarda, fino all’Aligot dei monasteri dell’Aubrac, e non mancano i formaggi, dal Tomme al Comté, dal Morbier alla Gruyère. Tra gli esclusivi piatti del menu ideato per lo Chalet, sono previsti: Foie gras, Pomme de terre al tartufo e Tartiflette ai funghi porcini (una Fonduta servita in terrina, a base di formaggio Reblochon). Ancora, tra le portate principali ordinabili per due persone, ecco invece la Fondue, la Raclette (che si mangia in un sol boccone versandola sugli affettati dove sono state tagliate delle patate novelle), il Gigot (o Coscio di agnello) e la Côte de Boeuf (la Costata di manzo) tagliata al tavolo. I dessert vanno invece dalla Torta ai mirtilli di Chamonix alla Omelette norvégienne fino alla Tarte fine alle mele con crème fraîche di Normandia (ma per le Feste non mancherà la Galette des Rois). Allo chalet de Le Carré Français spazio altresì alle etichette della preziosa Cave à vin del piano terra, con opzioni anche di calici alla mescita (Champagne compreso). Tutte bottiglie francesi d’eccellenza, dal Pommard allo Chablis fino all’Henriot Brut-Souverains Champagne, create da produttori d’oltralpe di nicchia, e approdate a Le Carré dopo un’accurata selezione.

Fondue allo chalet di montagna

Chalet, Fonduta ai tre formaggi Beillevaire

 

GLI ARREDI DELLO CHALET

L’atmosfera dello chalet di montagna, dove mangiare la fonduta a Roma, ospitato al primo livello del locale di via Vittoria Colonna, è pensata per coccolare i clienti nel tepore di uno spazio moderno ma accogliente che omaggia nei décor il connubio Francia-Italia. A dare personalità al nuovo ambiente sono una avvolgente boiserie di legno, dei salottini con arredi in velluto e in pelle intorni ai tavoli in marmo di Carrara, ma anche una grande parete con un caminetto (su schermo) sempre acceso. Lo spazio, di circa 140 metri quadrati, si compone di due ambienti, ideali anche per occasioni speciali, aziendali o anche ricorrenze particolari che meritano un posto speciale. Al suo interno infatti la privacy è garantita e il servizio di assoluto riguardo. Per eventi privati, lo chalet è disponibile dal lunedì al mercoledì, mentre resta aperto al pubblico dal giovedì al sabato a partire dalle ore 19.

la Tartiflette

Chalet, la Tartiflette

LE TRADIZIONI CULINARIE FRANCESI D’ALTA QUOTA

In Savoia si mangia la Fonduta. Due tipi di formaggio, il Beaufort e l’Emmental, oltre a cubetti di pane, un calice di vino bianco secco e un po’ di aglio, sono tutto l’occorrente per preparare questa prelibata pietanza. Anche la Raclette è una specialità savoiarda, di origine svizzera, presente anche in Alvernia e nella Franca Contea. Questo piatto è particolarmente ricco di formaggio e per prepararlo, occorre cuocere le patate piccole con la buccia, prima di sciogliere il formaggio da Raclette e ricoprire le patate sbucciate. Di solito viene servito con salumi e sottaceti (a Le Carré sarà presente una selezione di affettati di maiale nero di Bigorre). In Alta Savoia, protagonista è la Tartiflette, preparata con il reblochon, formaggio tipico della regione. Anche in questo caso non mancano le patate, e si uniscono la pancetta e le cipolle. L’Alvernia, attraversata dalla strada per Santiago de Compostela e, quindi, da molti pellegrini, vanta l’Aligot, piatto creato dai monaci del luogo nel XII secolo, per nutrire i forestieri. Era un misto di formaggio e mollica di pane, che dava loro forza e coraggio, e oggi è diventato un piatto tipico a base di purè di patate con Tome fraîche tipico dell’Aubrac, e un pizzico di aglio, immancabile soprattutto durante la festa della Transumanza nel villaggio di Aubrac.

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