Weekend a Fiume in Croazia: cosa vedere nella nuova Rijeka

Weekend a Fiume

Un weekend a Fiume, antica città italiana rinata come Rijeka dopo essere diventata croata, per respirare tutta la affascinante storia di una località che nel 2020 è stata Capitale Europea della Cultura… In questo post blog vi racconto la mia esperienza, iniziata dal parcheggio, che è il punto di partenza ideale per chi davvero vuole conoscere tutto sul suo passato. Vi spiego il perché, ma prima vi presento il mio compagno di viaggi: si chiama Ale Di Blasio e fa il fotografo…

Weekend a Fiume (foto @alediblasio)

Fiume (foto Ale di Blasio)

Ma riprendiamo il racconto del mio weekend a Fiume..Proprio lì affianco al parcheggio, è disegnata quella sottile linea rossa che racconta ancora oggi la fine e l’inizio di due territori che si sono divisi questa località tra le due guerre mondiali: il Regno d’Italia e di Jugoslavia.

Weekend a Fiume

Io sulla linea di confine (foto Ale di Blasio)

La città che deve il suo nome all’antico corso d’acqua “Rječina”, che sta per Fiumara, è dominata da un porto che racconta molto il suo passato: pur avendo vissuto l’influenza politica di monarchia, fascismo e socialismo, Fiume ha sempre preservato uno spirito multinazionale, multireligioso e multiculturale. Come anche la sua libertà, la tolleranza e l’apertura. È da qui che molte persone si sono trasferite lontano…Proprio al porto di Fiume, si trova la nave appartenuta a Josip Broz Tito, il leader della Jugoslavia socialista. Il “Galeb” (Gabbiano in italiano) è stato la sua ammiraglia. Celebre è diventata la risalita del Tamigi per incontrare Winston Churchill, come il suo ruolo di “salotto” per gli incontri con personaggi del jet set internazionale, dal regista Orson Welles alle attrici Liz Taylor, Gina Lollobrigida e Sophia Loren.

Il porto di Fiume (foto di @alediblasio)

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

Weekend a Fiume - Il Galeb

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

Weekend a Fiume - Il Galeb

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

 

Proseguendo, si arriva al  Terminal numero sette, da cui sono partiti, tra fine ‘800 e i primi del ‘900, circa 400mila europei verso Ellis Island, nel Golfo di New York. Come il celebre fisico Nikola Tesla, l’attore Johnny Weissmuller (conosciuto per aver interpretato Tarzan), la famiglia Austerlitz (la stessa del ballerino Fred Astaire, suo nome d’arte) e Julia Zavacky, una signora della Slovacchia che, prima di salpare per l’America, si era messa a pulire le case di Fiume, perché non aveva abbastanza soldi per raggiungere suo marito, già oltreoceano a Pittsburgh. Era la madre di Andy Warhol. Il luogo che ricorda la rotta degli immigrati verso quella che veniva considerata la “porta” del Nuovo Mondo, si raggiunge percorrendo una strada che conserva l’edificio che un tempo ospitava le opere liriche italiane e che oggi accoglie anche quelle in lingua croata: è l’ex Teatro Giuseppe Verdi e al suo interno si conservano le prime creazioni dei fratelli Klimt.

Ex Teatro Giuseppe Verdi foto di @alediblasio

Prima di lasciare la strada, vale la pena fare capolino nei due mercati cittadini al coperto, per l’architettura e per immergersi nella vita di tutti i giorni della gente del posto. Un’occasione da non perdere per un weekend a Fiume all’insegna dell’autenticità.

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

 

 

Per immergersi invece nella parte della città che ancora conserva angoli del suo passato che più ci riguarda, le tappe del weekend a Fiume da non perdere sono: il Museo di Arte Moderna e Contemporanea, scelto come residenza da Gabriele D’Annunzio (dopo la Marcia sulla città nel 1919 e la successiva annessione al Regno d’Italia. Fu  qui, nel suo unico anno di permanenza, che il poeta diede molte feste per politici e artisti amici, da Costanzo Ciano al padre del Futurismo Tommaso Marinetti, che D’Annunzio intratteneva in compagnia dell’attrice teatrale Eleonora Duse.

Museo di Arte Moderna e Contemporanea (foto di @alediblasio)

 

Ancora: il tunnel sotterraneo costruito dagli italiani alla fine degli anni Trenta: è l’unico aperto al pubblico (in totale si contano 20 chilometri di sotterranei, usati dai civili durante la Guerra dei Balcani per ripararsi).

Il tunnel sotterraneo (foto di @alediblasio)

Weekend a Fiume - i sotterranei

Il tunnel sotterraneo (foto di @alediblasio)

Entrata a far parte della Croazia nel 1991, a Fiume, di presenze italiane ci sono poi l’emittente Radio Rijeka, che mantiene una redazione con programmi nel nostro idioma; la sede di Edit, con il quotidiano La Voce, il bisettimanale Panorama e alcuni libri di testo; le quattro elementari, più una scuola media superiore, e settemila membri della comunità che viene dallo Stivale (su 123mila abitanti).

Sede Edit (foto @alediblasio)

Curiosi, sono poi i nuovi odonimi del centro, che mostrano tutti i nomi (quindi anche quelli italiani) dati alle strade nel corso dei secoli. È un modo per recuperare la memoria storica di una città che, solo nel corso del XX secolo e in meno di cento anni, ha fatto parte di sei stati differenti.

Un arco romano vicino a un antico castrum (foto @alediblasio)

Odonimi in memoria storica (foto @alediblasio)

Salendo invece fino alla Fortezza romana del secondo secolo, di cui rimane solo la torre, si raggiunge invece un punto panoramico imperdibile: l’affaccio è su una tranquilla baia puntellata di isole magnetiche e di località costiere dal fascino Belle Époque.

Il panorama dalla Fortezza romana (foto @alediblasio)

Il panorama dalla Fortezza romana (foto @alediblasio)

Weekend a Fiume - I viaggi di Bibi

Il panorama dalla Fortezza romana (foto @alediblasio)

 

Weekend a Fiume: sulle isole del Golfo del Quarnaro

Se Cherso (Cres in croato) è più selvaggia, Veglia (o Krk) riesce a mantenere tutta la sua autenticità (da scoprire magari lungo la pista ciclabile da Malinska a Punat con le e-bike, prenotabili con la app “Go 2 bike” (il costo è poco meno di tre euro l’ora). Qui è imperdibile la visita alla cantina “Nada” a Vrbnik, dove si prepara anche il “Valomet”, uno spumante con la seconda fermentazione fatta in mare. Invece a Cherso ci sono due cose da fare assolutamente: la cena a base di carne d’agnello di alta qualità nel ristorante “Bukaleta” (in località Loznati), tanto amato dagli italiani e la visita al borgo di Beli, con le sue 40 anime e le case arroccate. Poco lontano da qui, infine, un insolito ospedale accoglie i grifoni autoctoni in difficoltà: maestosi uccelli capaci di un’apertura alare fino a 2,80 metri.

1. Weekend a Fiume: grifoni, borghi e mare cristallino a Cherso

 

2. Weekend a Fiume: calette, cibo locale e vino che viene dal mare nell’isola di Veglia

Sabrina Quartieri
sabrina.quartieri@gmail.com

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