Cena a lume di candela a Le Jardin de Russie
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Cena a lume di candela al ristorante Le Jardin de Russie

Sabrina Quartieri a Le Jardin de Russie
Se cercate il luogo perfetto per una cena a lume di candela, segnatevi questo indirizzo: Le Jardin de Russie a Roma, a un passo da piazza del Popolo. Un’esperienza impeccabile grazie al menu à la carte di Fulvio Pierangelini, che mette d’accordo tutti con i suoi eleganti piatti della tradizione locale, e quasi onirica per l’ambiente in cui ci si immerge. Così d’atmosfera, per le fiammelle delle candele che – da sole – accendono di incanto la sala interna, dai décor di grande raffinatezza, con le sue pennellate verde tenuo a parete, che conferiscono bellezza e mistero. A rendere tutto più speciale è il pianoforte suonato da Romina Garbini, che allieta la serata con le musiche più celebri di sommi maestri, su tutti Ennio Morricone. È la magia del lunedì sera e delle “Candlelit dinner”, in programma fino al prossimo 18 dicembre al primo livello dell’Hotel de Russie a Roma, nello spazio interno ed esterno del ristorante Le Jardin de Russie.
Le Jardin de Russie

La sala interna del ristorante

Come funziona la cena a lume di candela a Le Jardin de Russie

Si cena à la carte, non c’è un menu fisso, e ci si fa consigliare per il wine pairing dal sommelier Marco Castellano, mentre il pasto si consuma alla luce fioca e intima di centinaia di candele (un’azione portata avanti dall’Hotel de Russie e dal gruppo Rocco Forte Hotels a sostegno della crisi energetica). Personalmente, sono stata rapita dalla sala interna, con i décor floreali affrescati dall’artista immersivo Gio Bressana, che mi hanno ricordato la sontuosità di un tempietto della Belle Époque (senza nulla togliere al Giardino d’inverno, un padiglione esterno, avvolto da una copertura di vetro trasparente e adornato di piante). Per questo ho scelto lui come set di questa speciale esperienza culinaria, dove sono stata invitata dalla collega giornalista Roberta Savona, per provare qualcosa di unico in centro storico a Roma.
Cena a lume di candela a Le Jardin de Russie

Uno dei tavoli della sala interna

Cena a lume di candela al De Russie

Il Giardino d’inverno

 

Deliziata dalle note al pianoforte di Romina e dalla maestria del maître, il romano David Mengoni, coadiuvato da Alberto Sanchez, ho assaggiato diversi piatti scelti da chef Pierangelini, che continua a coccolarmi con le sue proposte ultimamente (come al De La Ville nel corso della splendida serata con Planeta o da Cielo, la terrazza del De La Ville dove si può fare anche un bellissimo aperitivo, per provare gli Spaghetti pomodoro e basilico, e gustarli con una vista pazzesca su Roma).

Cosa ho assaggiato durante la cena a lume di candela al De Russie

I piatti del menu à la carte di Fulvio Pierangelini, eseguito dal sous chef Daniele Bernardo:
– L’omaggio dello chef, una Mousse di ricotta con ravanello croccante crudo e olio al basilico
– Tartare di fassona con salsa leggera alla senape (36 euro)
– Ravioli cacio e pepe, piatto iconico dello chef (pasta sottilissima, farcia di formaggi morbidi tra cui la ricotta di pecora, con sopra burro fuso, moliterno grattato e mix di pepi) (35 euro)
– Pesce San Pietro (sfliettato e messo al forno, poi sulla griglia) con crema di patate all’olio di oliva e funghi cardoncelli saltati in padella(45 euro)
– Sfogliatella alle pere caramellate con anice, gelato alla vaniglia e cardamomo (19 euro)
Cena a lume di candela

Tartare di fassona con salsa leggera alla senape di Fulvio Pierangelini

Ravioli cacio e pepe di Fulvio Pierangelini

Ravioli cacio e pepe di Fulvio Pierangelini

Pesce del giorno a Le Jardin de Russie

San Pietro con crema di patate e cardoncelli di Fulvio Pierangelini

 

Dessert a Le Jardin de Russie

Sfogliatella alle pere caramellate

 

Ecco invece i vini provati in abbinamento alla cena a lume di candele:

– Cola Brut Franciacorta per iniziare
– Champagne Rosé Jean Gimmonet (48 mesi sui lieviti, con corpo e strutturato, ideale per la Tartare)
– Premiere Cru Saint-Aubin
– Terrano Radovič (del Carso, in Friuli, lo sprint acido per il pesce San Pietro)
– Filippon Ramandolo (da muffa nobile, uva Verduzzo friulano)
Franciacorta Brut

Franciacorta Brut

Champagne Jean Gimmonet

Champagne Jean Gimmonet

Cru Saint Aubin premier

Saint-Aubin 1er CRU

Radovič vino friulano

Il Radovič

Filippon vino dolce

Il Filippon

La storia del De Russie e l’interior design della sala ristorante de Le Jardin de Russie

Il ricordo vivido della cena, mi ha portato a fare poi delle ricerche sul posto che mi ha ospitato regalandomi una memoria da custodire gelosamente. Dopo un primo restauro effettuato nel 2010, il ristorante è stato rinnovato nuovamente a ottobre 2021, quando, partendo dall’idea dello storico “giardino d’inverno” ottocentesco dell’Hotel de Russie, l’artista Gio Bressana ha realizzato il suo primo ristorante al mondo di arte immersiva, portando il tema della vegetazione esterna all’interno della sala del ristorante, in un dialogo diretto. Gli elementi decorativi, tra cui pappagalli, farfalle, corbezzoli, mandarini e limoni, fluttuano all’interno degli ambienti creando un’atmosfera magica che suscita emozioni indimenticabili e avvolge interamente lo spettatore, che diventa parte integrante dell’opera. Sinceramente a me è accaduto già al primo colpo d’occhio, appena saliti i pochi scalini che conducono dentro la sala.

Passando invece alla storia del De Russie, che ospita la cena a lume di candela del ristorante Le Jardin De Russie, ho appreso che nel 1816 il terreno in cui sorge, dal XV secolo proprietà dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata, fu acquistato dal marchese Francesco Lucernari con l’intento di realizzare un nuovo palazzo il cui progetto fu affidato all’architetto Giuseppe Valadier, che in quegli anni stava contemporaneamente realizzando i due emicicli di piazza del Popolo. Negli anni Venti del XIX secolo il palazzo nobiliare, che comprendeva un giardino “all’italiana” suddiviso a terrazze, e l’adiacente palazzo di proprietà della famiglia Torlonia diventeranno rispettivamente “Albergo di Russia” – o “Locanda delle Russie” – e “Albergo delle Isole britanniche”, strutture frequentate dall’aristocrazia internazionale. In particolar modo durante il periodo carnevalesco, erano infatti regolari le visite e i soggiorni di noti rappresentanti della Casa Imperiale Russa e di numerosi intellettuali e pittori del Romanticismo russo.  L’Hotel de Russie deve il suo nome proprio a queste frequentazioni, ma fu “casa” anche di atelier di artisti come: il pittore Giacomo Frey e lo scultore John Gibson, allievo del Canova.

Successivamente, negli anni Novanta dello stesso secolo, l’albergo fu rilevato dai fratelli Silenzi, diventando una frequente dimora per personaggi quali Umberto I e Margherita di Savoia, Boris di Bulgaria o Gustavo di Svezia. Il Principe Girolamo Bonaparte (ultimo fratello di Napoleone Bonaparte) passò gli ultimi anni di vita in questo albergo. Ancora: i principi Romanoff arrivavano a soggiornarvi anche per un anno intero. Picasso trovò invece ospitalità tra il febbraio e l’aprile 1917, giunto in Italia insieme a Jean Cocteau che definì l’albergo come un “paradiso terrestre” per lavorare a Parade, il primo balletto cubista della storia, messo in scena dalla compagnia dei Balletti Russi di Sergej Diaghilev in anteprima al Teatro Costanzi di Roma, su musiche di Igor Stravinskij.

Info utili sulla cena a lume di candela a Le Jardin de Russie e negli altri ristoranti del Gruppo in cui è possibile provarla

Ristorante Le Jardin de Russie, Hotel de Russie – Roma | Ogni lunedì, dal 29/10 al 18/12/2023 – Prenotazioni: fb.derussie@roccofortehotels.com |

Ristorante Da Sistina,  Hotel de la Ville – Roma | Ogni domenica, dal 29/10 al 18/12/2023 – Prenotazioni: cielo.delaville@roccofortehotels.com |

Ristorante Irene, Hotel Savoy –  Firenze | Ogni lunedì, dal 6/11/2023 al 5/02/2024 – Prenotazioni: irenefirenze@roccofortehotels.com |

Ristorante Florio, Villa Igiea – Palermo | Una serata dedicata a Dicembre 2023 – Prenotazioni: fb.villaigiea@roccofortehotels.com |

 

Note di stile de I viaggi di Bibi: completo Uniqlo con pantalone a costine blu e maglia a dolcevita color carta da zucchero. Cappottino blu con inserti interni bordeaux firmato Zara. Calzino carta da zucchero Calzedonia, scarpa a sandalo con plateau verde brillante del brand Jeffrey Campbell shoes e pochette in velluto verde acido.

Sabrina Quartieri all'hotel De Russie

L’albero di Natale del De Russie

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