Nostalgia Croazia: tutto il glamour (anche decadente) di una vacanza tra Fiume e Abbazia

Fiume (foto @alediblasio)

Fiume (foto @alediblasio)

 

 

 

Nel 2020 Fiume sarà Capitale Europea della Cultura, ma soprattutto, fa parte (e non poco) della nostra storia…Per questo, ho deciso di prendere e partire, varcare il confine dell’Italia a Est, attraversare la verdissima Slovenia, e fermarmi in Croazia, solo una volta raggiunto il parcheggio, che è il punto di inizio ideale per scoprire la nostra antica città, oggi conosciuta come Rijeka.

 

Ma stavolta a condividere questa avventura c’era anche un fotografo. Si chiama Ale Di Blasio e pubblica qui

Ve lo presento con le sue stesse parole:

“La fotografia l’ho scoperta per serendipità dopo i vent’anni. Ho sempre saputo che avrei voluto lavorare nel campo artistico ma non avevo ancora capito che tipo di medium si adattava meglio a me. Ho studiato a Roma, adesso vivo e lavoro a Milano. Spazio dalla fotografia di moda a quella di food, dalla ritrattistica al nudo. In una sola categoria ci sto stretto, d’altronde sono un acquario, è scritto nel mio segno. E il mio segno dice anche che devo viaggiare per stare bene, conoscere il mondo, e l’uomo, e come l’uomo vive nel mondo. Condividere i viaggi con Bibì vuol dire scoprire i luoghi urbani e naturali in tutti i suoi strati, da quello più decadente a quello più glamour. E non a caso in questi luoghi si parla sempre dell’uomo, di antropologia nei suoi più svariati aspetti. E per me raccontare l’uomo è sempre un viaggio interessante.”

Ale Di Blasio

Ma riprendiamo il racconto…Proprio lì affianco al parcheggio, è disegnata infatti quella sottile linea rossa che racconta ancora oggi la fine e l’inizio di due territori che si dividevano questa località tra le due guerre mondiali: il Regno d’Italia e di Jugoslavia.

#aledibalsio; #rijeka

                  Sulla linea di confine (foto di @alediblasio)

La città che deve il suo nome all’antico corso d’acqua “Rječina”, che sta per Fiumara, è dominata da un porto che racconta molto il suo passato: pur avendo vissuto l’influenza politica di monarchia, fascismo e socialismo, Fiume ha sempre preservato uno spirito multinazionale, multireligioso e multiculturale. Come anche la sua libertà, la tolleranza e l’apertura. È da qui che molte persone si sono trasferite lontano…

Ecco che, per l’appuntamento del prossimo anno, la città croata sceglie quindi di accendere i riflettori su tre tematiche che guardano indietro e avanti: sono l’acqua, il lavoro e le migrazioni. L’anno da Capitale Europea della Cultura si aprirà ufficialmente con il Carnevale internazionale, una kermesse che richiama, per ogni edizione, oltre 50mila partecipanti.
La località è in fermento: lo dimostra una presenza iconica attraccata proprio al porto: la nave appartenuta a Josip Broz Tito, il leader della Jugoslavia socialista. Il “Galeb” (Gabbiano in italiano) è stato la sua ammiraglia. Celebre è diventata la risalita del Tamigi per incontrare Winston Churchill, come il suo ruolo di “salotto” per gli incontri con personaggi del jet set internazionale, dal regista Orson Welles alle attrici Liz Taylor, Gina Lollobrigida e Sophia Loren.

Il porto di Fiume (foto di @alediblasio)

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

Il Galeb di Tito (foto di @alediblasio)

 

 

 

 

Proseguendo, si arriva al  Terminal numero sette, da cui sono partiti, tra fine ‘800 e i primi del ‘900, circa 400mila europei verso Ellis Island, nel Golfo di New York.

Come il celebre fisico Nikola Tesla, l’attore Johnny Weissmuller (conosciuto per aver interpretato Tarzan), la famiglia Austerlitz (la stessa del ballerino Fred Astaire, suo nome d’arte) e Julia Zavacky, una signora della Slovacchia che, prima di salpare per l’America, si era messa a pulire le case di Fiume, perché non aveva abbastanza soldi per raggiungere suo marito, già oltreoceano a Pittsburgh. Era la madre di Andy Warhol.

Il luogo che ricorda la rotta degli immigrati verso quella che veniva considerata la “porta” del Nuovo Mondo, si raggiunge percorrendo una strada che conserva l’edificio che un tempo ospitava le opere liriche italiane e che oggi accoglie anche quelle in lingua croata: è l’ex Teatro Giuseppe Verdi e al suo interno si conservano le prime creazioni dei fratelli Klimt.

Ex Teatro Giuseppe Verdi foto di @alediblasio

Prima di lasciare la strada, vale la pena fare capolino nei due mercati cittadini al coperto, per l’architettura e per immergersi nella vita di tutti i giorni della gente del posto…

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

Il mercato di Fiume (foto @alediblasio)

 

 

 

Per immergersi invece nella parte della città che ancora conserva angoli del suo passato che più ci riguarda, le tappe da non perdere sono: il Museo di Arte Moderna e Contemporanea, scelto come residenza da Gabriele D’Annunzio (dopo la Marcia sulla città nel 1919 e la successiva annessione al Regno d’Italia.

Fu  qui, nel suo unico anno di permanenza, che il poeta diede molte feste per politici e artisti amici, da Costanzo Ciano al padre del Futurismo Tommaso Marinetti, che D’Annunzio intratteneva in compagnia dell’attrice teatrale Eleonora Duse.

Museo di Arte Moderna e Contemporanea (foto di @alediblasio)

 

Ancora: il tunnel sotterraneo costruito dagli italiani alla fine degli anni Trenta: è l’unico aperto al pubblico (in totale si contano 20 chilometri di sotterranei, usati dai civili durante la Guerra dei Balcani per ripararsi).

Il tunnel sotterraneo (foto di @alediblasio)

Il tunnel sotterraneo (foto di @alediblasio)

Entrata a far parte della Croazia nel 1991, a Fiume, di presenze italiane ci sono poi l’emittente Radio Rijeka, che mantiene una redazione con programmi nel nostro idioma; la sede di Edit, con il quotidiano La Voce, il bisettimanale Panorama e alcuni libri di testo; le quattro elementari, più una scuola media superiore, e settemila membri della comunità che viene dallo Stivale (su 123mila abitanti).

Sede Edit (foto @alediblasio)

Curiosi, sono poi i nuovi odonimi del centro, che mostrano tutti i nomi (quindi anche quelli italiani) dati alle strade nel corso dei secoli.

È un modo per recuperare la memoria storica di una città che, solo nel corso del XX secolo e in meno di cento anni, ha fatto parte di sei stati differenti.

Un arco romano vicino a un antico castrum (foto @alediblasio)

Odonimi in memoria storica (foto @alediblasio)

Salendo invece fino alla Fortezza romana del secondo secolo, di cui rimane solo la torre, si raggiunge invece un punto panoramico imperdibile: l’affaccio è su una tranquilla baia puntellata di isole magnetiche e di località costiere dal fascino Belle Époque.

Il panorama dalla Fortezza romana (foto @alediblasio)

Il panorama dalla Fortezza romana (foto @alediblasio)

Il panorama dalla Fortezza romana (foto @alediblasio)

 

 

Lasciando Fiume, il soggiorno glamour al mare da non perdere è nella signorile Abbazia (Opatija in lingua croata): un luogo di villeggiatura chic e tradizionalmente legata alla talassoterapia, già a partire dalla metà dell’Ottocento, grazie alla moglie dell’Imperatore d’Austria Ferdinando I, Maria Anna di Savoia, che la scelse come meta di vacanza.

 

Per rivivere le affascinanti atmosfere del periodo Belle Époque di Opatija, la struttura più iconica in cui soggiornare è il “Remisens Premium Hotel Kvarner”, primo albergo costruito nell’Adriatico affacciato su una tranquilla caletta dove regalarsi dei bagni da sogno, e rifugiarsi in una stanza vista mare dagli arredi di classe (ma non dimenticate di affacciarvi nella sala interna dei cristalli).

“Remisens Premium Hotel Kvarner” (foto @alediblasio)

“Remisens Premium Hotel Kvarner” (foto @alediblasio)

 

Uscendo da questo gioiello glamour dal sapore d’antan, lungo la passeggiata attraverso la località croata, si possono ammirare diverse residenze del passato, che puntellano questa rigogliosa città giardino affacciata sul mare.

 

Inaspettato e curioso, è invece il lungo murales del Parco Angiolina, con i volti dei personaggi più noti che hanno scelto Abbazia per una vacanza. Come i fratelli Lumière, gli inventori del cinematografo, o anche Leo Henryk Sternbach, il chimico che ha scoperto il Valium (al ristorante in centro “My food” una targa ricorda che dove oggi ci sono tavolini e sedie, in passato c’era la sua casa d’infanzia).

Il murales di Parco Angiolina (foto di @alediblasio)

Il ristorante che un tempo fu la casa del chimico che ha inventato il Valium (foto di @alediblasio)

 

Ad Abbazia non mancano le pasticcerie in stile caffè viennese. Su tutte, il “Mileny Choco World” che ospita anche un museo del cioccolato.

 

Il “Mileny Choco World” (foto @alediblasio)

Il “Mileny Choco World” (foto @alediblasio)

Il “Mileny Choco World” (foto @alediblasio)

 

 

Il pranzo glamour da non perdere è allo “Yacht club”, invece, tra tinte marinare e piatti di pesce squisiti.

 

“Yacht club” (foto @alediblasio)

“Yacht club” (foto @alediblasio)

 

La cena (con pernottamento da sogno in una delle sue 12 stanze) è invece al “Bevanda”: tra prelibati piatti di pesce e vini d’eccellenza della sua cantina, questo ristorante sul mare vanta una posizione unica con vista su Fiume e sulle placide isole di Cherso e Veglia.

 

“Bevanda” (foto @alediblasio)

“Bevanda” (foto @alediblasio)

“Bevanda” (foto @alediblasio)

 

Per chi vuole proseguire la vacanza, è possibile raggiungere, nel Golfo del Quarnaro, due isole che hanno un’anima autentica.

 

Se Cherso (Cres in croato) è più selvaggia, Veglia (o Krk) riesce a mantenere tutta la sua autenticità (da scoprire magari lungo la pista ciclabile da Malinska a Punat con le e-bike, prenotabili con la app “Go 2 bike” (il costo è poco meno di tre euro l’ora). Qui è imperdibile la visita alla cantina “Nada” a Vrbnik, dove si prepara anche il “Valomet”, uno spumante con la seconda fermentazione fatta in mare. Invece a Cherso ci sono due cose da fare assolutamente: la cena a base di carne d’agnello di alta qualità nel ristorante “Bukaleta” (in località Loznati), tanto amato dagli italiani e la visita al borgo di Beli, con le sue 40 anime e le case arroccate. Poco lontano da qui, infine, un insolito ospedale accoglie i grifoni autoctoni in difficoltà: maestosi uccelli capaci di un’apertura alare fino a 2,80 metri.

 

Ecco un assaggio “per immagini” delle due isole, che ci regala @alediblasio…

1. Grifoni, borghi e mare cristallino a Cherso

 

2. Calette, cibo locale e vino che viene dal mare nell’isola di Veglia

Sabrina Quartieri
sabrina.quartieri@gmail.com

BiBi gira il mondo!

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