Cinque cose imperdibili (a tema acqua) da fare in Olanda

Se vi trovate in Olanda ad Amsterdam o a Rotterdam, e siete a caccia di nuove avventure, prendete ispirazione da questo post. Sono infatti appena tornata da un viaggio stampa internazionale insieme a @visitholland, l’Ente del Turismo dei Paesi Bassi, come inviata di Leggo, e sono pronta a condividere con voi le esperienze più straordinarie che si possono fare nella terra delle meraviglie moderne.

L’importante è amare l’acqua in tutte le sue sfaccettature, e non temerla.

 

Per chi non lo sapesse, l’Olanda è rinomata in tutto il mondo per aver da sempre protetto la sua terra da alluvioni e tempeste, grazie a ingegnose opere idrauliche, come le barriere antisfondamento. E ancora: un terzo del territorio olandese è stato addirittura ricavato prosciugando intere porzioni di fondale marino, grazie a sistemi di pompaggio, dighe e mulini.

 

Oggi, tutto questo ha reso unico il Paese nordeuropeo, creando un particolare tipo di turismo che racconta proprio l’Olanda dell’acqua e delle meraviglie moderne…

 

 

LE CINQUE COSE STRAORDINARIE DA PROVARE

 

  • Sorvolare il più grande polder del mondo con un piccolo aereo

Si tratta del Flevoland, una regione sommersa un tempo dal mare e che oggi ospita moderne città protette da dighe. I piccoli aerei turistici che attendono i visitatori al Lelystad Airport conducono alla scoperta del maggior progetto di trasformazione in polder al mondo. Impressionante pensare che fino a meno di cento anni fa questo stesso territorio oggi urbanizzato era il fondale dell’antico “Zuiderzee”. Il volo, di 25 minuti per un costo di circa 50 euro, è il modo migliore per ammirare questo angolo unico d’Olanda.

 

 

Il Flevoland vanta, in Olanda, una superficie di 2.400 km² al di sotto del livello delle acque circostanti (fino a massimo sei metri) e conta 251 chilometri di dighe a protezione del territorio.

 

 

  • Salire sulla riproduzione esatta della celebre nave “Batavia”

Sempre nel Flevoland, raggiungendo il Museum Batavialand, oltre a approfondire le origini della regione d’Olanda, ad ammirare il “Flevowand”, una lunga tela fatta a mano sulle tappe salienti della sua storia, dall’Era Glaciale in poi, e ancora a visitare un relitto quasi intatto ritrovato durante la trasformazione in polder dello Zuiderzee, l’attrazione da non mancare è il tour a bordo del “Batavia”, una nave appartenuta alla Compagnia delle Indie orientali e poi naufragata. O meglio, della sua più fedele riproduzione.

 

 

 

  • Percorrere a piedi o in bicicletta una diga antitempesta (ma solo dopo aver assaggiato il pesce in uno dei ristorantini locali)

 

 

 

 

Sono loro i principali simboli del genio olandese nel “water management”: le dighe. In Olanda oggi ci si può camminare sopra, o percorrerle in sella a una bicicletta.

Ma c’è un posto che assolutamente vale la pena raggiungere: siamo a sudovest, nello Zeeland, dove si trova la possente barriera antitempesta Oosterscheldekering. Solo una parte del “Piano Delta”, il più grande sistema di protezione dal mare, seguito all’inondazione del 1953, e noto per essere una delle sette meraviglie del mondo moderno. Esplorare la diga di sbarramento antimareggiata formata da 62 enormi pannelli scorrevoli ed in grado di chiudere completamente la Schelda orientale in 75 minuti, è una forte emozione.

È importante sapere che, in condizioni normali, tutto rimane aperto, preservando la natura unica creata dalla marea salata.

 

 

 

Lo Zeeland, rinomato in Olanda per le ostriche, le aragoste e le cozze, offre diversi ristorantini locali dove sostare per una tappa gourmet al profumo di mare.

 

Io sono stata al “Proef Zeeland”, vicino al “Deltapark Neeltje Jans”, dove è possibile rivivere i devastanti fatti della tempesta del 1953, grazie al simulatore.

 

 

 

 

 

  • Entrare in una casa-mulino della zona dei polder

 

 

Siamo in uno degli 11 mulini rimasti di Schermerhorn: il Museummolen è ricoperto di canne e si trova in questa parte di Olanda fin dai tempi delle bonifiche. L’ambiente adibito a un museo è autentico, con gli arredi dell’inizio del XX secolo, quando si lavorava al drenaggio dei polder.

Muovendosi in questa casa con le pale, si noterà che in passato si dormiva seduti e non supini (per scaramanzia), accanto a delle bellissime stufe decorate.

 

 

 

 

 

 

 

  • Andare in barca tra i canali dei borghi acquatici (senza perdere un tramonto mozzafiato)

Eleganti edifici del Rinascimento olandese con le facciate inclinate sono i protagonisti, insieme alle villette di campagna, del tour in barca elettrica lungo i canali che attraversano splendide località che ricordano un po’ la nostra Venezia, ma in Olanda. Si può optare per Blockzijl, dominato dal suo pittoresco porticciolo e da una chiusa, con un susseguirsi di deliziosi cortili e eleganti case arredate con gusto (con tappa gourmet al “Grand café Prins Mauritshuis Blokzijl”).

 

 

 

 

Ancora: percorrendo la mastodontica barriera Markerwaardijk, si può invece raggiungere Enkhuizen, rinomata per esportare in tutto il mondo i semi dei fiori e degli ortaggi.

 

 

Con la parte medievale costruita artificialmente, la cittadina icona del Rinascimento olandese, mantiene l’edificio dove veniva effettuata “la pesa”, l’antico municipio e l’imponente torre difensiva. Un museo da non perdere è quello che espone centinaia di bottiglie da collezione con all’interno le piccole riproduzioni di pregiate barche antiche. Se lo shopping è un “must” (il venerdì sera i negozi restano aperti fino alle ore 21, la cena è al Restaurant Onder de Wester, mentre la notte (glamour) è all’Hotel De Koepoort.

 

 

 

 

 

De Rijp è un altro angolo incantevole dell’Olanda terra d’acqua, tra piccoli canali che solcano curati cortiletti e case fiabesche, ma anche zone naturali con mucche al pascolo, simpatiche caprette e cavalli selvatici. A De Rijp ci si rifocilla al ristorante “Het Wapen van Muster”, che non passerà inosservato ai clienti curiosi, complici le grandi trombe e i buffi lampadari di pentole e stoviglie.

 

 

 

 

 

 

In Zelanda, invece, c’è l’imperdibile Zierikzee, con una casa che mostra l’altissimo livello raggiunto dal mare durante la tempesta del 1953 (l’80% dell’isola che ospita questa deliziosa località fu sommerso dalle acque).

La pianta della città, oggi, è la stessa del XVI secolo, e preserva tutti i suoi 500 edifici storici e più. In estate infatti sono migliaia i visitatori che rimangono incantati dal glorioso passato di Zierikzee. Si parte dalla stradina in pendenza che conduce in centro: ai suoi margini ci sono ancora le strutture usate in passato per sostenere le barriere di legno antitempesta.

 

 

 

 

Gli insoliti edifici con le facciate inclinate, tipiche olandesi, le due torri, le più antiche dei Paesi Bassi, che suonano ancora oggi ogni mezz’ora, la vivace piazza degli artisti intitolata come la parigina Montmartre, e ancora, il vecchio cortile dove si teneva l’asta del pesce, e la “fat tower”, alta più di 60 metri, sono le attrazioni principali. Si dice che, una volta saliti fino in cima alla torre, si dovrebbe gettare giù un fiore sparpagliandone i petali, per sperare in un po’ di fortuna. Qui, il b&b da non perdere si chiama il “De Negen Kamers”. Si trova a pochi passi dalla piazza degli artisti ed è gestito da due originali padroni di casa che vivono, appunto, per l’arte e nell’arte.

 

 

 

 

Ultimo consiglio che mi sento di dare: prima che cali la notte, assaporate a pieno la magia della Zelanda con l’inaspettato tramonto mozzafiato di Renesse, tra le dune di sabbia e il mare d’Olanda.

 

 

 

 

In ultimo, vi lascio un po’ di siti utili.

 

Qui trovate il mio reportage su Leggo, con la gallery fotografica completa:

https://www.leggo.it/tempo_libero/olanda_viaggio_mulini-4517355.html

 

Qui invece potete approfondire tutti i temi trattati:

https://www.holland.com/it/turismo/storie-dolanda/olanda-terra-dacqua.htm

www.vvvzeeland.nl

www.visitflevoland.nl

https://www.hollandbovenamsterdam.com/en/

https://en.visitweerribbenwieden.com/

 

Qui, invece, trovate tutto il necessario per un pronto intervento beauty impeccabile (parola di Bibi, che l’ha usato proprio in Olanda)…

Capelli sfibrati e occhiaie da panda? Ecco il kit beauty da viaggio che mi ha salvato “la faccia” e la chioma

Fatemi sapere cosa ne pensate…

Bibi

Sabrina Quartieri
sabrina.quartieri@gmail.com

BiBi gira il mondo!

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