Baita per due in Val Gardena sotto le stelle: quando la vacanza (incantevole) è al Tyrol Hotel

L’estate si annunciava glaciale. In barba alle alte temperature. Il cuore era raggelato. NIENTE, apparentemente, avrebbe potuto scaldarlo. A meno che…

Se è vero che di chi va, resta tutto l’amore che c’era intorno, stavolta si è verificato un fenomeno potente che ha reso quel clima freddo che scandiva le giornate, molto più sopportabile del previsto. A scaldare il cuore di me, che sono rimasta, è stata la gente che mi ha visto crescere, e i luoghi che hanno segnatole tappe fondamentali della mia infanzia.

 

A partire dalla Val Gardena, dove sono stata a sette e a otto anni con la mia famiglia, e alla quale dedico questo post.

 

A papà… E al marito di mia mamma, che mi ha cresciuto e regalato, ad agosto, la vacanza più bella. Quella che per me è stata una culla capace di ninnare il mio animo triste. E che si è rivelata l’esperienza da favola che ogni bambina che sogna di diventare principessa, vorrebbe fare.

 

LA MIA VACANZA ALL’HOTEL TYROL DI SELVA DI VAL GARDENA

Protagonista del viaggio, insieme alle montagne delle Dolomiti – così incantevoli da essere state nominate Patrimonio dell’Umanità Unesco – è stata la struttura dove abbiamo soggiornato: l’hotel Tyrol di Selva di Val Gardena. Un posto che parla di storia e di tradizioni, con la deliziosa stube dove vengono accolti ospiti in cerca di esperienze gourmand – ma anche di gentilezza e maestria nell’ospitalità.

Per gli stambecchi come me, il paesaggio non stanca mai. Ogni giorno si sale in quota e si cammina, facendo tappa nelle tante malghe della Val Gardena. Poi un giorno si partecipa invece a un’uscita insieme alla crea del Tyrol per condividere una giornata in baita a colpi di taglieri misti, giochi d’altri tempi – come tiro alla fune e corsa al sacco – e musici che cantano vecchi yodel tirolesi con strumenti delle montagne.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA CHICCA: BAITA PER DUE SOTTO LE STELLE

 

Osservare il cielo con un binocolo astronomico dalla baita isolata in mezzo alle Dolomiti si può. Gli ingredienti sono tutti entusiasmanti: l’intimo rifugio di famiglia dove cenare e dormire una notte, tutta in legno, costruita a circa 2000 metri sull’Alpe Juac, in mezzo alle montagne; i piatti deliziosi preparati  dallo Chef Alessandro Martellini e serviti in baita per la romantica cena a lume di candela; un fuoco per regalare alla scenografia alpina un tocco in più; il binocolo astronomico per osservare le stelle e dulcis in fundo, un concerto di strumenti a plettro tenuto da un quartetto che sale appositamente in baita per suonare sotto le stelle.

La baita

Come funziona? 
Si sale sul Monte Stevia accompagnati da una guida (circa un’ora e mezzo di cammino, senza difficoltà) tra pascoli, boschi e ruscelli, circondati da uno spettacolare paesaggio di montagna, arrivati in baita c’è il relax completo nel silenzio della natura. Il profumo dell’erba, dei larici e degli abeti, i fiori che punteggiano i pascoli, la vista dell’imponente Sassolungo e l’autenticità dell’antica baita Juac: tutto questo regala emozioni uniche. Il canto dei grilli e degli uccelli è la colonna sonora di questa giornata (e nottata) speciale: all’imbrunire viene servita la cena a lume di candela,specialità gardenesi e di alta cucina. Quando cala il buio, (non ci sono lampioni o altre luci a disturbare l’oscurità notturna), il binocolo astronomico entra in scena. Le stelle sono visibili anche ad occhio nudo, il binocolo permette di vedere anche quelle lontanissime, piccoli puntini nell’infinito. La natura e la volta celeste si incontrano e sembrano un tutt’uno. Stelle, Dolomiti e una piccola baita di legno dove trascorrere la notte completamente isolati. Al mattino, la ricca colazione viene servita in baita, al cospetto delle montagne, sotto il cielo illuminato dal sole. Il binocolo serve ora a guardare le vette delle montagne e le aquile. Al ritorno si scende accompagnati dalla guida, non prima però di aver fatto una merenda in una malga tipica gardenese.

 

Rientrati all’hotel Tyrol, nel paese di Selva, ci si può immergere nella piacevole atmosfera creata dai padroni di casa: Bibiana Dirler e il marito Maurizio Micheli sanno illuminare il soggiorno degli ospiti con il loro sorriso, aprendo la propria (ormai storica) casa e svelandone gli aneddoti e la filosofia che da oltre 50 anni aleggia tra queste sale: un’accoglienza calorosa e all’insegna della tradizione più autentica.

E gli ospiti lo percepiscono da subito, varcando la soglia dell’hotel ed entrando nella reception, un open space che guarda verso il lounge (con eleganti divani e poltrone che invitano al relax) e il bar dall’aria alpina, dove si sorseggiano le grappe del territorio e le tisane con le erbe raccolte in Valgardena.
La raffinatezza degli ambienti dell’hotel è da osservare anche nei dettagli: le preziose stoffe, l’antica panchina in legno, i cuscini finemente ricamati, il servizio elegante e tanti aspetti che regalano all’ospite la sensazione di unicità. L’esperienza in questo storico hotel è davvero speciale. Le sale diventano luoghi familiari dal mood alpino dove non mancano tocchi di contemporaneità, come la raffinata cucina gourmet.

Impossibile, infine, non rifugiarsi nella spa – una delle più belle della zona – del Tyrol. Al Paravis non ci si annoia mai: il pomeriggio trascorre veloce tra piscina, saune alle erbe aromatiche, bagno turco, vasche idromassaggio e stanze del silenzio. Ma l’esperienza da non perdere si chiama sessione di wine therapy. In cosa consiste? In un doppio bagno caldo in coppia a base di tagliere e vino. Che non è solo nei calici. Ma si trova anche nelle insolite vasche a botte in cui ci si immerge per un’esperienza indimenticabile!

 

Parola di Bibi 💋

 

 

La spa Paravis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabrina Quartieri
sabrina.quartieri@gmail.com

BiBi gira il mondo!

No Comments

Post a Comment